Autore
B. Marco Guarneri è uno scrittore e saggista italiano. La sua ricerca nasce dall'incontro fra esperienza vissuta, studio dei condizionamenti e immaginazione simbolica. Nel primo libro prende la forma del saggio; nel lavoro successivo entra nella narrativa.

Biografia
B. Marco Guarneri, nome autoriale di Biagio Marco Guarneri, nasce il 25 febbraio 1990 a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta. Vive e scrive in Sicilia con la moglie e i loro tre figli.
La Sicilia, con la campagna, il mare, i boschi, i parchi, il verde mediterraneo, l'Etna e il caldo che inaridisce la terra, appartiene alla sua esperienza quotidiana ed è entrata nel paesaggio delle opere. Camminare gli offre un ritmo di osservazione; la scrittura raccoglie ciò che quel movimento porta in superficie.
Il desiderio di scrivere risale all'infanzia. Prima di conoscere le parole, immagina un libro per Gerry, un piccolo compagno rimasto nella memoria.
Tra la seconda e la terza media attraversa circa un anno di visite, ospedali e cure a seguito di una diagnosi di tumore alla parotide, poi rivelatasi errata. Quell'esperienza, rielaborata molti anni dopo in «Il Giardino Invisibile», rende più insistente l'impulso alla scrittura.
Nel 2009, anno del diploma e della nascita della prima figlia, non prosegue immediatamente gli studi per dedicarsi alla famiglia e al lavoro. Quello stesso anno affida pensieri e versi a un diario giallo, poi trascritti nel file rimasto inedito «Tutto quello che vorrei».
Tra quei testi ricorda in particolare «Fare ed Essere, due fratelli inseparabili», traccia precoce della tensione tra l'essere e il fare che attraverserà la sua successiva ricerca sulla dispersione. Negli anni seguenti continua a portare con sé taccuini e, dopo i turni di lavoro, scrive spesso di notte davanti al mare.
Negli anni successivi la ricerca si rivolge anche alla dimensione religiosa e spirituale. Un viaggio nei luoghi di Qumran e il successivo distacco da un ambiente spirituale del quale riconosce progressivamente la natura settaria consolidano il suo interesse per lo scarto tra le parole e la sostanza che pretendono di custodire.
Il lavoro accanto ad anziani con patologie neurodegenerative porta in primo piano le domande sulla memoria, sull'identità, sulla fragilità e sul tempo. Durante i turni notturni la lettura diventa una forma spontanea e continua di studio.
In età adulta riprende il percorso universitario, si laurea in Economia aziendale e approfondisce la comunicazione e lo storytelling attraverso successivi percorsi di formazione. Da questa preparazione nasce anche il suo sguardo critico verso i modelli di efficienza, performance e controllo quando vengono trasferiti senza misura alla vita umana. La ricerca si amplia attraverso psicologia, neuroscienze, filosofia e analisi dei sistemi sociali, assumendo progressivamente un carattere indipendente.
Nel 2019 la scrittura assume una direzione più netta: lasciare ai propri figli qualcosa che possa oltrepassare il solo ruolo di padre. Prendono forma due testi inediti, «Lettera alla sfuggente sconfitta» e «Dialoghi con la Piccola Voce Amica».
Il 3 gennaio 2025, durante le camminate nel Parco Dubini di Caltanissetta, comincia a registrare e trascrivere riflessioni, immagini e dialoghi interiori. Le «Riflessioni al parco», un archivio inedito di oltre novecento pagine, diventano il terreno dal quale affiora il mondo del Giardino Invisibile.
Nel 2026 Davide Falletta Editore pubblica «Il Giardino Invisibile» – Come coltivare la coscienza nell'epoca della dispersione. Il libro organizza la prima forma compiuta della ricerca e viene successivamente pubblicato in spagnolo da DIEFFE Publishing.
La scelta dello spagnolo nasce da un legame personale con la Spagna e con il mondo ispanofono, percepiti dall'autore come una seconda geografia affettiva. L'edizione spagnola «El Jardín Invisible» inaugura questo dialogo linguistico e culturale.
La stessa ricerca prosegue nella narrativa.
La scrittura come ricerca
Il punto di partenza è una domanda concreta: quanta parte dell'identità nasce da una scelta e quanta viene assorbita dagli ambienti in cui cresciamo? Famiglia, scuola, lavoro, linguaggio, tecnologia e società compaiono nei libri come forze che abitano anche la mente e il comportamento.
«Il Giardino Invisibile» affronta direttamente queste forze, intrecciando episodi personali, riferimenti interdisciplinari e immagini simboliche.
Poetica
Il simbolo nasce dall'attrito tra un'esperienza e una domanda. Prima di diventare un'idea, possiede un corpo: una ghianda, un vaso, una distesa secca, un animale che si alza in volo. La pagina conserva quella concretezza e lascia che il pensiero emerga dal movimento dell'immagine.
L'unità e la separazione attraversano l'intera ricerca. Le opere ne seguono la tensione nei gesti, nelle relazioni e nelle forme collettive, lasciando al lettore il proprio spazio di giudizio.
Letture e risonanze
La biblioteca dell'autore comprende filosofia, psicologia, mito, neuroscienze e narrativa. Socrate, Carl Gustav Jung, James Hillman e Joseph Campbell costituiscono riferimenti importanti per la domanda, il simbolo, la vocazione e la struttura del viaggio. Le opere citano e discutono numerosi altri autori; la bibliografia completa appartiene ai libri, non alla presentazione pubblica dell'autore.
Temi dell'opera
Coscienza e dispersione
Identità e condizionamento
Infanzia e memoria
Individuo e sistemi sociali
Destino e responsabilità
Simbolo e trasformazione
Unità e separazione
Dal libro
Questo libro nasce da una ricerca ostinata, da cadute e risalite, da domande che hanno aperto altre domande.